Biografia Salvatore Bisconti

La storia dell’arte è costellata di personaggi che pur non possedendo cultura artistica hanno prodotto opere di grande intensità ed originalità. Queste persone hanno dato vita al proprio universo immaginario, che solo in seguito e spesso troppo tardi viene riconosciuto nella sua originalità da coloro che hanno invece gli strumenti culturali per distinguere l’artista dal dozzinante.

L’umiltà di Salvatore Bisconti proviene dal suo fortissimo sentimento religioso nei confronti della natura e degli uomini. La sua stessa “vocazione” artistica nasce da un episodio che risveglia la sua pietà per un uomo sofferente ma al tempo stesso bellissimo.
Da allora Salvatore tenta di riprodurre tale bellezza nella materia che gli è più prossima. Egli rivolge il suo sguardo alle forme potenti ed espressive degli ulivi. Le masse contorte degli alberi suggeriscono ad ogni uomo ciò che gli sta più a cuore: Salvatore che è un uomo di grande bontà e dolcezza, vi individua sempre la sofferenza degli altri e principalmente di Gesù Cristo.

Egli non fa altro che dotare le forme degli ulivi, già antropomorfe, di occhi e bocca, lasciando che il resto della pianta conservi le proprie inclinazioni deformanti, ottenendo così un risultato di forte e drammatico espressionismo, attraverso il quale Salvatore dimostra la partecipazione e la compassione che non è solo quello di Dio, ma anche dell’uomo.
Egli crea moltitudini di animali, anche feroci, dall’aspetto simpatico e innocuo che in qualche modo anticipano certi aspetti della transavanguardia degli anno ’80. I suoi lavori, oltre a ricordare i Cristi dei calvari bretoni, si avvicinano sorprendentemente al’’opera contemporanea di artisti africani percorsa da una religiosità forte e sincera, apprezzata dai critici di tutto il Mondo.
Salvatore non lo sa, ma i suoi lavori potrebbero a buon titolo essere esposti in una grande galleria di New York, ma a lui non interessa, forse perché una galleria non è una chiesa.